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Disturbo Bipolare

Nel DSM, il manuale di riferimento per le malattie mentali elaborato dall’American Psychiatric Association , Il disturbo bipolare viene classificato nell’ambito dei disturbi dell’umore. Tuttavia, nell’ultima edizione, a differenza delle precedenti, il disturbo viene collocato in una categoria differente rispetto alla depressione. Ma cos’è l’umore? È la capacità psichica di conferire “colore” emotivo ai vissuti (filtrando ed interpretando l’esperienza derivante dalla realtà esterna in maniera soggettiva) e che si esprime attraverso una gamma di gradazioni di stato d’animo che vanno dall’allegria alla tristezza. Nosograficamente i disturbi dell’umore si riferiscono a condizioni patologiche caratterizzate da abnormi alterazioni del tono dell’umore che si presentano nell’arco dell’esistenza come “periodi” o “fasi” generalmente ricorrenti. In particolare, il disturbo bipolare si manifesta con l’alternanza di periodi critici caratterizzati da stati di esaltazione o di eccessiva euforia a cui subentrano fasi depressive. Si distinguono due tipi: il disturbo bipolare I (episodi maniacali alternati a depressione) e il disturbo bipolare II (in cui non sono presenti fasi maniacali ma si riscontra un’alternanza tra episodi ipomaniacali con stati depressivi).

Epidemiologia - Disturbo Bipolare
Epidemiologia I disturbi dell’umore sono presenti nella popolazione in una percentuale che va dal 2% al 25% e più specificamente nel disturbo bipolare dall’1% al 6,5%. Per quanto riguarda l’incidenza va precisato che è maggiore nel sesso femminile mentre l’età di insorgenza è dai 15 ai 40 anni con una media intorno ai 30 anni.

Eziologia - Disturbo Bipolare
Eziologia L’orientamento attuale è a favore di una predisposizione familiare su base genetica che viene attivata da stimoli stressogeni ambientali . In tale ottica si può verificare anche il caso, solo teorico, che la condizione patologica predisponente rimanga inespressa.

Quadro clinico - Disturbo Bipolare
Quadro clinico L’analisi delle manifestazioni cliniche può essere condotto attraverso due criteri che si integrano a vicenda. Il primo è costituito da uno studio in prospettiva trasversale basato sull’osservaazione dei sintomi relativi al singolo episodio critico, mentre il secondo segue una prospettiva longitudinale che si incentra sulla sequenza, la durata e l’alternanza delle varie fasi della malattia nell’arco della vita.

Sostanzialmente si può fare riferimento per il quadro clinico all’episodio maniacale, depressivo ed ipomaniacale. L’episodio maniacale consiste in un’eccessiva euforia ed espansività, una manifestazione di esagerata energia psicofisica non congruente con i normali ritmi di vita quotidiana , ridotto bisogno di sonno, maggiore loquacità, fuga delle idee e la sensazione di “grandezza del sé”. La durata dell’episodio maniacale è di circa 10 settimane.

La fase depressiva - Disturbo Bipolare
La fase depressiva comprende, invece, umore depresso, perdita di interessi, mancanza di energia , alterazioni del sonno e dell’appetito, sentimenti di autosvalutazione, ridotta capacità di concentrazione.. Questa fase risulta particolarmente delicata in quanto è presente un forte rischio suicidario. La durata media dell’episodio depressivo è di circa 19 settimane.

Episodio Ipomaniacale - Disturbo Bipolare
L’episodio ipomaniacale comprende un periodo lungo di umore persistentemente elevato con presenza di sintomi simili a quelli descritti nell’episodio maniacale ma con un’intensità ridotta. La durata dell’episodio ipomaniacale è più breve dei precedenti (1-2 settimane).

Per completezza da segnalato anche l’episodio cosiddetto misto nel quale si alternano giornalmente elementi depressivi e maniacali.

Diagnosi - Disturbo Bipolare
Diagnosi Per effettuare la diagnosi bisogna che siano accertati i criteri riportati nel DSM ed è necessario, inoltre una diagnosi differenziale con altre patologie ( demenza, disturbo dell’adattamento, disturbo dell’umore secondario a situazioni somatiche etc.) specialmente sul versante depressivo. Il rilevamento dei dati avviene attraverso il colloquio con il paziente e i suoi familiari e l’osservazione clinica.

Trattamento - Disturbo Bipolare
Trattamento Il trattamento consiste nell’associazione tra terapia farmacologica e psicoterapia. Per quanto riguarda la prima si precisa che può essere prescritta in ambulatorio o condotta in fase di ricovero in relazione alla collaboratività del paziente.

Si basa essenzialmente sul trattamento al Litio che ha il potere di regolare la stabilità dell’umore. Generalmente non si attua la contemporanea somministrazione di antidepressivi per evitare il rischio di scatenare episodi maniacali . Tuttavia si ricorre a questa tipologia di farmaci se si osserva il protrarsi dello stato depressivo. All’occorrenza possono essere somministrati anche altri tipi di sostanze come, ad esempio, antipsicotici nelle fasi deliranti.

Il tipo di Terapia da utilizzare nel Disturbo Bipolare
La psicoterapia d’elezione è quella ad approccio cognitivo-comportamentale in quanto più adeguata alla risoluzione dei sintomi delle fasi critiche e che generalmente segue alla terapia farmacologica utilizzata nella fase acuta.

Prognosi Il disturbo bipolare non conosce una completa guarigione e deve essere costantemente gestito e controllato attraverso la terapia farmacologica e l’intervento psicoterapico per garantire una migliore qualità della vita al paziente ma soprattutto per evitare i comportamenti auto-etero aggressivi e l’alto rischio di suicidio (nelle fasi depressive).





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